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2051, è un Paese per vecchi: il grande boom degli over 85

Luglio 10, 2008

Fra poco meno di mezzo secolo, nel 2051, gli abitanti dell’Italia saranno, probabilmente, poco più di 61 milioni e mezzo, con una crescita quindi modesta rispetto ai 59,1 milioni di oggi. Un primo avvertimento: quella quota sarà raggiunta soprattutto per effetto dell’immigrazione, quasi 11 milioni dei cittadini del 2051 (17,3% della popolazione contro l’attuale 5%) saranno infatti arrivati da altri Paesi o figli di stranieri. L’immigrazione annua, pur scendendo dopo un certo periodo rispetto allo choc di 454.000 arrivi nel 2007, si assesterà in media sui 200.000 ingressi all’anno. Un secondo avvertimento: all’interno di quella popolazione, nel 2051 gli anziani saranno quasi il doppio di quelli attuali (oltre 20 milioni cioè contro meno di 12 milioni), un residente su tre avrà quindi oltre 65 anni. Con un impressionante aumento, inoltre, dei cosiddetti «grandi vecchi», i cittadini cioè con più di 85 anni, i quali risulteranno più che triplicati rispetto ad oggi: a quel punto circa otto italiani su cento avranno un’età veneranda. Di fronte a tali cifre suscitano sincera pena, oltre che destare il più vivo e indignato allarme sociale, le incertezze e le contraddizioni del governo Berlusconi in materia di badanti da regolarizzare. Un esercito già oggi, fra polacche, romene, ucraine, filippini e filippine e che l’assurda Bossi-Fini, complicata dalle promesse elettorali «contro» l’immigrazione, tiene su di una sorta di terra di nessuno.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76917

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